Come riconoscere e scegliere il tipo di forex broker

La scelta di una tipologia particolare di broker forex dovrebbe essere fatta fin dal principio, anche da traders inesperti, ma nella pratica, a causa dell’elevato numero di altre situazioni da vagliare e le numerose nozioni da apprendere, questo aspetto viene valutato solo in un secondo momento, quando, cioè, ci si sente più tranquilli e a proprio agio nell’ambiente dell’investimento sul Forex.

Inoltre, spesso, la scelta del broker avviene esclusivamente sulla base del tipo o livello di bonus offerto, e della possibilità di usufruire i alcuni strumenti più o meno semplici, o avanzati, per fare trading senza eccessiva difficoltà. Conoscere le differenze peculiari dei vari tipi di broker può invece essere di grande aiuto, quanto, se non in modo maggiore, rispetto a queste considerazioni che hanno solo il pregio di essere più immediate.

I tipi principali di Broker Forex

I broker possono essere distinti in due macro-categorie, ovvero quella dei DD (Dealing Desk) ai quali appartengono i Market Maker, e quella dei NDD (No Dealing Desk), all’interno dei quali rientrano quelli che operano in STP (Straight Through Processing), gli ECN (Electronic Communication Network), e i broker che sfruttano entrambe queste due ultime modalità.

La principale differenza tra DD e NDD sta nel ruolo commerciale che il broker assume nei confronti dell’investitore: nel primo caso avrà una posizione opposta a quella del trader, mentre nel secondo avrà soltanto il compito di inoltrare le richieste dell’utente sul mercato del Forex, quindi non assumendo il ruolo di “sfidante”.

Tra conflitto di interessi e “mercati interni”: le situazioni più rischiose e differenze

E’ evidente che laddove il broker non si limita a fare da tramite, ma costituisce una sorta di filtro, come per i DD, ha anche il potere di mantenere i traders dentro ad un proprio mercato interno, aprendo posizioni contrarie a quelle dei traders stessi, senza trasferire effettivamente l’ordine al mercato vero e proprio: ciò permette di lucrare sulle perdite.
Un rischio che aumenta al diminuire del numero di scelte complessivamente vincenti dei traders. Nel caso dei NDD invece, grazie agli automatismi con i quali gli ordini vengono trasmessi direttamente al mercato, e al fatto che manca qualsiasi forma di filtro, questo rischio non si viene a concretizzare.
Ciò mette in particolare luce la necessità di affidarsi, nel caso dei Market Maker, a quelli che si sono dimostrati nel tempo molto più professionali e corretti nel rapporto con i traders stessi, molto più rispetto a quanto non sia invece necessario con gli ECN e STP. Inoltre questi ultimi mettono a disposizione strumenti informativi aggiornati in tempo reale e sfruttano piattaforme che presentano un maggior grado di complessità ( e quindi generalmente più difficili da usare), mentre i Market Maker hanno piattaforme più semplici, ma allo stesso tempo gli strumenti di informazione possono risultare inadeguati (soprattutto per i traders più esperti).

Meglio le commissioni o il guadagno con gli spread

Un’altra differenza tra i diversi tipi di broker forex risiede nella loro fonte di guadagno. I Market Maker fanno pagare spread fissi (che partono da pochi pip per le valute principali, e che crescono con le valute meno comuni) che sono più alti rispetto a quelli applicati dagli ECN. Tuttavia non sono previsti pagamenti di commissioni, che invece sono variabili, così come avviene per gli ECN (commissioni applicate sul volume di investimento all’apertura e chiusura delle varie posizioni).
Il fatto di pagare o meno spread più alti, ma senza commissioni, o spread più bassi con l’aggiunta delle commissioni, può essere considerato sia un bene che un male, a seconda del tipo di trading che si vuole mettere in atto.

A questi aspetti vanno aggiunti almeno altre due differenze: gli ECN prevedono leve finanziarie più basse, depositi minimi molto elevati, e in generale elevati investimenti per aprire le posizioni. Invece con i Market Maker le leve possono essere anche molto alte mentre i depositi minimi e gli investimenti per aprire le varie posizioni sono molto più contenuti.

Meglio ECN o Market Maker?

Il confronto più significativo si riduce a questi due tipi di broker, che sono anche quelli che hanno raggiunto una maggiore diffusione. Ora le caratteristiche dell’uno o dell’altro possono presentare sia aspetti positivi che negativi, la cui importanza dipende esclusivamente dalle preferenze del trader, dal suo stile di trading ed anche dall’entità di capitale che può o vuole investire.

L’aspetto universale risiede nel fatto che bisogna sempre affidarsi ai broker migliori e più affidabili, un aspetto che, come detto, può diventare marginale rispetto ad altre condizioni con gli ECN, ma che invece deve rappresentare una discriminante irrinunciabile per la scelta dei Market Maker.

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