Pivot point – Come individuare i punti d’ingresso e di uscita

I pivot point possono indicare i punti esatti di ingresso e di uscita, per evitare di entrare in mercati in piena corsa o prossimi a una inversione. In questi casi si utilizzano anche altri indicatori per determinare l’ingresso o l’uscita.

Quando il mercato si ferma su un livello di pivot point in presenza di un indicatore di overbought o oversold, è un buon momento per entrare o per uscire. Oppure, quando un livello di Fibonacci coincide con un livello di pivot point, potrebbe essere il caso di aprire o chiudere una posizione.

Se il mercato è in rialzo e l’indicatore preferito non è prossimo all’overbought, quando si raggiungerà il primo livello di resistenza sarà probabilmente opportuno restare sul mercato e puntare al livello di resistenza del pivot point successivo come obiettivo di profitto. A quel punto il superamento del primo livello di resistenza sarà il nuovo segnale di stop o di stop reverse.

Ovviamente lo stesso vale, a parti invertite, per il livello di supporto.

Utilizzando i pivot point in combinazione con l’indicatore preferito è possibile elaborare un sistema di trading personale non utilizzato da nessun altro.

In una giornata tipo, il trading rimane solitamente entro i primi livelli di supporto (S1) e resistenza (R1) fintanto che i floor trader definiscono il mercato. Non appena uno di questi livelli viene superato, il mercato comincia ad attirare nuovi trader e se si arriva a superare il secondo livello entrano in gioco anche i trader a lungo termine.

Sapere dove i floor trader prevedono il supporto o la resistenza può costituire un notevole vantaggio, soprattutto se il mercato non è influenzato da fattori esterni. In assenza di notizie rilevanti tra la chiusura di ieri e l’apertura di oggi, i floor trader e i market maker locali tendono a spostare il mercato tra il pivot point (P) e le prime linee di supporto (S1) e resistenza (R1). Se uno di questi livelli viene superato i prezzi dovrebbero tendere verso i livelli successivi, ossia (S2) e (S3) oppure (R2) e (R3).

Il pivot point trading presenta svariati altri aspetti; tuttavia è consigliabile provare prima questo metodo semplice per capire se si è in grado di elaborare una propria strategia basata su tecniche di trading abbinate all’utilizzo dei pivot point.

È utile avere una mappa ed essere in grado di vedere dove un prezzo è correlato a una precedente azione di mercato. In questo modo è possibile capire l’orientamento degli operatori e degli investitori in qualsiasi dato momento ed avere un quadro generale della direzione che prenderà il mercato durante la giornata. Queste informazioni saranno d’aiuto nel decidere come operare.

La tecnica dei pivot point elaborata dai floor trader può aiutare a capire in quali casi un prezzo consegue a una precedente azione di mercato.

Cos’è il pivot point ?

Per definizione, un pivot point (letteralmente, “punto cardine”) è un punto o una condizione di svolta. Lo stesso vale per il mercato Forex, dove il pivot point corrisponde al livello in cui l’orientamento del mercato cambia da rialzista o ribassista, o viceversa.

Se il mercato sale oltre questo livello viene definito rialzista ed è probabile che continui a salire; se invece scende oltre questo livello viene definito ribassista ed è probabile che continui a scendere. Inoltre si suppone che in corrispondenza di questo livello il mercato abbia qualche forma di supporto o resistenza, e se i prezzi non riescono a superare il pivot point ci si può aspettare un rimbalzo.

I pivot point funzionano al meglio sui mercati ad alta liquidità, come il mercato valutario a pronti, ma possono essere utilizzati anche in altri mercati.

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