Continuano i litigi sul limite del debito

I Repubblicani ed i Democratici continuano a litigare in merito all’aumento a lungo termine dei limiti sul debito americano. Il presidente Barack Obama ha convocato i repubblicani nel Congresso chiedendo che aumentino il limite di indebitamento del paese senza condizioni preliminari, e ha sottolineato che un altro conflitto in materia di questioni fiscali, potrebbe portare ad una risposta estrema dei mercati finanziari. In aggiunta a questo, Obama ha detto che i repubblicani non dovrebbero aspettarsi un “riscatto”, sotto forma di tagli alla spesa per il loro accordo in merito all’aumento del limite del debito. La Casa Bianca ha dichiarato che non ha un piano di riserva per pagare i costi statali e ciò significa che se il Congresso non aumenta il limite del debito la nazione andrà in default. Durante il fine settimana, i Repubblicani hanno annunciato che Mercoledì potrebbero votare per un aumento temporaneo del limite del debito, ma hanno anche sottolineato che l’aumento a lungo termine del limite del debito sarà possibile solo se il governo attuerà una quantità equivalente di tagli alla spesa.

L’agenzia di rating Fitch ha spiegato questa settimana l’importanza che attribuisce al loro modo di gestire la crisi. Altri hanno spiegato che sembra che le élite di Washington non abbiano ancora imparato la lezione dell’ultima battaglia sul limite del debito nel mese di agosto 2011, quando le esitazioni di Repubblicani e Democratici hanno danneggiato la fiducia delle imprese.

La maggior parte dei dati pubblicati questa settimana sono stati piuttosto incoraggianti. Il trend di ripresa del mercato immobiliare continua, i sussidi di disoccupazione hanno registrato un netto calo, e il consumo privato è aumentato ad un ritmo più forte del previsto nel mese di dicembre. Tuttavia, dobbiamo negativamente notare il crescente pessimismo riflesso dalle indagini sulle aspettative riguardanti il futuro dell’industria americana e il calo registrato nell’Indice di Fiducia dei Consumatori.

Per quanto riguarda la politica monetaria degli Stati Uniti, il presidente della Fed Ben Bernanke ha parlato all’Università del Michigan e non ha detto che la Fed intende chiudere o rallentare gli acquisti di obbligazioni. Bernanke ha sottolineato che il duplice ruolo dato alla Fed (stabilizzazione delle pressioni inflazionistiche e sostegno del mercato del lavoro), giustifica le aggressive misure di politica monetaria.

Dati economici dall’Europa e dalla Cina

Europa: I dati economici della zona Euro puntano alla contrazione del PIL europeo nel quarto trimestre. Un terzo calo mensile consecutivo è stato registrato nel volume della produzione industriale nella zona euro, l’economia tedesca ha registrato una contrazione dello 0,5% nel quarto trimestre, e il volume di crediti in sofferenza in Spagna continua a battere i record. In senso positivo, va considerato l’aumento delle esportazioni della zona euro nel mese di novembre (+0,8%). L’apprezzamento relativamente forte dell’euro potrebbe danneggiare la ripresa delle esportazioni europee, così come ha affermato il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, spiegando che l’euro è pericolosamente alto. D’altra parte, uno dei membri della BCE ha detto di credere che l’attuale livello dell’euro non dovrebbe minacciare l’economia europea.

Cina: il lotto di dati pubblicati la scorsa settimana indica un aumento del tasso di crescita dell’economia cinese. Il PIL nel quarto trimestre è cresciuto del 7,9% anno su anno, rispetto alle aspettative di +7,8%, e con una crescita del +7,4% nel terzo trimestre. La ripresa del tasso di crescita nel quarto trimestre è stata trainata da un salto di spesa per le infrastrutture da parte del governo, che ha cominciato a crescere a metà del 2012, quando le preoccupazioni per quanto riguarda la profondità del rallentamento economico hanno iniziato a incidere. Le esportazioni si sono stabilizzate verso la fine dell’anno, ed il forte avanzo commerciale della Cina ha contribuito a dare un impulso positivo.

Ulteriori dati rilasciati Venerdì indicavano un aumento del 20,6% degli investimenti in asset fissi nel 2012, a fronte di un incremento del 20,7% (tasso annuo) sui primi 11 mesi dell’anno. La produzione industriale è aumentata del 10,3% a dicembre e le vendite al dettaglio sono aumentate del 15,2% a dicembre, contro il 14,9% nel mese di novembre.

Dati ed eventi economici della settimana

Lunedì: Incontro a Bruxelles dei Ministri delle Finanze della zona Euro.

Martedì: I ministri delle finanze dei 27 paesi della UE si riuniscono a Bruxelles, indice ZEW della Germania per una valutazione sullo stato dell’economia attuale per gennaio, dato sulle vendite di case esistenti negli Usa di dicembre (entrambi previsti in leggero aumento). Draghi parla a Francoforte.

Mercoledì: L’ FMI rilascia un aggiornamento del World Economic Outlook, Indicatore della fiducia nella zona Euro per gennaio che dovrebbe aumentare leggermente.

Giovedì: PMI manifatturiero preliminare di gennaio in Cina, PMI dell’Eurozona (dovrebbe aumentare da 46,1 a 46,6), dato preliminare PMI servizi zona euro per gennaio (dovrebbe aumentare da 47,8 a 48,0).

Venerdì: dato IFO sul clima dell’economia in Germania con esame delle valutazioni economiche del settore delle imprese; le attuali aspettative sono per un lieve aumento della fiducia delle imprese.

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